domenica 4 novembre 2012

Doshurino

cose che ho imparato grazie al doshurino

1. che ho le orecchie morbide e perciò le devo rimboccare sotto il casco
2. che il casco mi ricorda che ho un testone
3. che quando piove la visiera del casco si appanna e le gocce d'acqua lo solcano  facendoti andare in giro con l'espressione "o la va o la spacca"
4. che la coperta per le gambe della Tucano serve poco per tenere caldo e molto ad impedire i movimenti
5. che le strade sono piene di buche piccole e grandi, che devo stare attento alle foglie secche, ai tombini, alle scie sull'asfalto che magari è olio

6. che ci impiego meno tempo a fare gli spostamenti
7. che ci impiego molto tempo a fermarmi, togliere il casco, sfilare i guanti, mettere la catena
8. che in mezzo al traffico ho la testa che sembra la palla laser in discoteca perchè bisogna stare attentissimi
9. che faccio benzina e mi scordo quando l'ho fatta l'ultima volta
10. che da casa all'autorimessa è un bel pezzo

11. che non ho paura della velocità
12. che quando potrò ne comprerò uno più bello e sicuro
13. che questo post è noiosissimo
14. che questo motorino mi ricorda ogni giorno che non ho la macchina
15. che quando vado a fare la spesa al ritorno sembro uno della famiglia Togni

16. che mia madre a giorni alterni mi chiede di farle vedere il motorino perchè si scorda che l'ha già visto
17. che in motorino è saggio non sentire l' i-pod
18. che quando guidi non devi pensare al calcolo dell'IMU
19. che quando guidi e tiri giù la visiera non puoi fumare, non puoi sputare le cicche o bubble gum dir si voglia. non puoi nemmeno sputare tout court, a meno che il catarro non sia grigio come il casco per fare ton sur ton
20.che quando ti fermi e osservi quelli in macchina,  tu sai che sei vivo mentre quelli stanno tra la vita a basso voltaggio  e la morte per noia


venerdì 14 settembre 2012

vintage

ipnotizzato dal canale 69 (sarà un segno?), un canale musicale il cui nome è  vintage.
stanno passando musica degli anni sessanta, settanta, ottanta, primi novanta. e fin qui nulla di starordinario.
il vero problema è che tutti i pezzi musicali che hanno passato - decine a questo punto perchè non passano videoclip integrali ma solo brevissimi stralci - li conosco tutti, ma proprio tutti, carole king compresa. idem dicasi per le schifezze musicali degli anni ottanta durante i quali  ero già un "giovinotto", troppo vecchio per fare il paninaro, troppo giovane per continuare a fare finta di essere comunista.
...everybody has got an hungry heart
questo significa solo che sto ascoltando musica pop da quando ho comprato il mio primo 45 giri da lancini elettrodomestici in via rucellai : elton john e kiki dee (1974)
non riesco ad andare a dormire, la parata di ricordi musicali è interminabili...

martedì 7 agosto 2012

il mito greco



Negli ultimi anni ho letto un sacco di libri sul mito greco. Un sacco è un' iperbole perchè, a ben vedere, di saggi sul mito non ne esistono così tanti. Ho cominciato a seguire le orme del mito dopo avere abbandonato quelle dei super eroi della Marvel. Tra l'Olimpo e il F4 Building, sede dei Fantastici Quattro, non scorgo una grande differenza. Il primo è innevato e sta in Grecia, il secondo è di acciao e vetro e sta a NYC.
Ho guardato nel mito attraverso le figure di Ermes, di Apollo e di Ulisse. La prima e la terza per via delle loro menti variegate, la seconda perchè l'armonia non è figlia della luce ma delle tenebre. 
Poi ho spinto lo sguardo più a fondo e ho letto con avidità Esiodo perchè parla del Caso da cui tutto proviene. Ma non mi è bastato : ho dovuto chiedere aiuto ad Hillman e Jung  per capire perchè il mito mi fosse così caro. Ho letto Luigi Zoja, Campbell, Kerenyi, la Buchli, Paris Ginette, Lopez Pedraza, Heidegger, un libricino smilzo di Schelling, Furio Jesi,  il mito greco curato da Guidorizzi per i Meridiani, l'imprescindibile Citati con la Mente Colorata, uno studio su Ulisse che ho molto amato. e poi Piero Boitani, Giorgio Colli, Maurizio Bettini, Giulio Giorello su Odisseo,Walter Otto, la Von Franz sui miti della creazione. E il più importante e fecondo: Hans Blumenberg . Ah sì, anche Jean Paul Vernant, Marcel Detienne... e qualcuno l'ho dimenticato di sicuro.
Cosa mi è servito leggere tutto questo materiale ?  A  scrivere un breve saggio che resterà in un cassetto perchè  a nessuno fotte un cazzo del mito greco. A cercare qualcuno a cui mostrarlo senza riuscirvi perchè i pochi che in Italia se ne occupano lo fanno perchè sono grecisti o filologi e lasciano fuori psicanalisi, miti pop e letteratura.
Ho scritto una mail a Mr. Richards dei F4 per lamentarmi della scarsa considerazione di cui godono i super eroi e mi ha risposto che la questione non era di suo interesse perchè stava lavorando sulla curvatura della spazio nel tentativo disperato di riportare sulla Terra la Torcia Umana dileguatasi in un pertugio spazio temporale. Mi ha anche detto che a tal proposito stava utlizzando le sequenze di Fibonacci.
Così mi sono detto :  lo chiedo ad Ermes, magari lui un'occhiata al mio saggio la darà . L'ho dedicato a lui, sono certo dirà di sì.
Riporto qui  la sua risposta ermetica:
BMEQFZ GZO DTMN
Mi sono scervellato e alla fine ho capito che era il suo solito giochino del + 1 - 1.
Tradotto dice : Andrea fan culo.
E lì sono diretto, con una valigia smilza, tanto fa sempre caldo perchè è affollatissimo.






domenica 5 agosto 2012

Pensieri col torcicollo



Quando torni da un viaggio ti si chiede come stai, cosa ti e' piaciuto, cosa ha visto. L'amico ti guarda per capire se sei sempre lo stesso. Invece no, tu sei cambiato, ma a nessuno frega. Agli altri interessa ritrovare il noto, perché anche il minimo cambiamento disorienta.
Così fingi  di essere sempre quello, di non avere altro da aggiungere. I tuoi occhi ora sono diamanti che hai regalato a chi ami,  negli interstizi dell'anima crescono fiori piccoli e delicati, ma poco importa. Conta di più ritrovare il muro di cinta, il cancello che cigola, l'anima in tinta unita.
Ascolti l'altro mentre ti racconta cosa è successo in tua assenza, ma tu eri presente più di chi è rimasto, perché solo nell'assenza si sente palpitare la vita che conta.
Ora che sei tornato non ci sei più . Sei sempre quella cosa li, come un balaustrino senza vasi di fiori. Invece sei cambiato , sei più forte, sei altra cosa, ma non importa a nessuno. Il bello è che non interessa nemmeno a te.

domenica 22 luglio 2012

le sette pieghe dell'hakama


è uscito qualche giorno fa un mio  romanzetto. una settantina di pagine, poco di più. la stesura mi ha tenuto occupato gran parte dell'inverno/primavera. la scrittura  è scrivi-riscrivi per far sembrare il racconto fluido, naturale, ammesso che vi sia riuscito.
però mi sono divertito, forse per la prima volta. ho bandito le riflessioni massime, le metafore ricercatissime e mi sono buttato a capofitto in una scrittura più piana, meno autoriflessiva.
le storie sono sette, cioè chiamarle storie magari è un po' troppo, diciamo che sono raccontini dedicati alle virtù dei samurai : lealtà, coraggio, pietà , giustizia e via diquesto passo.
ho immaginato un bibliotecario, sulla trentina, che raccoglie oggetti dimenticati da chi frequenta le sale della biblioteca.
un fazzoletto, una tessera dei trasporti pubblici, un netsuke, un...scopritelo voi.
per ogni oggetto una storia che costui, cioè il bibliotecario, immagina e costruisce nella mente.
adesso è in vendita sui siti dedicati ai libri, tipo ibs.it, bol.it. amazon.it, deastore.it
il prezzo di copertina è bassissimo, 3,49 euro, che non ci compri nemmeno un pacchetto di diana rosse. però non fa male ai polmoni, se non piace al massimo ingrossa un po' laggiù in basso.
se piace dà una spolveratina agli alveoli e fa respirare meglio l'anima


lunedì 18 giugno 2012

balene blu e puntini bianchi

dico sempre ai miei ragazzi che l'occhio viene attratto dal puntino bianco fatto col gesso sulla lavagna nera.
quel puntino bianco è un minuscolo varco, a volte il nero sovrasta, ingoia il bianco, l'occhio atterrito non riesce  a staccarsi da quel liquame nero.
poi un giorno ti svegli e quel minuscolo puntino bianco è ancora lì, ma è così piccolo che devi aguzzare l'occhio.
allora ti avvicini e accosti l'orecchio. il sussurro è flebile, quasi impercettibile.
ti sembra che abbia pronunciato il tuo nome, ma lo dice come un vecchio lp che ruota  a giri più bassi e  appensantisce la voce, la rende baritonale, come il canto millenario delle balene sul fondo del mare, dove non trapela la luce e basso e alto non hanno più senso.
il senso sta nella lenta riemersione, poco alla volta, metro dopo metro, rilasciando l'aria accumulata negli enormi polmoni.




il puntino bianco forse un nome ce l'ha, magari non è il mio, non è il tuo, ma quello che qui da noi si chiama speranza.

lunedì 21 maggio 2012

tra le righe, dentro le righe

c'è da dire che ho un gran culo.

vado per i cinquanta e ho ancora qualche amico. se li conto arrivo a tre, ultimamente direi quattro. ma ne ho uno che conosco dai tempi delle superiori, dalla prima superiore.
diciamo che avrei dovuto essere in seconda e se così fosse stato non l'avrei mai conosciuto però l'ho conosciuto e ora posso fare una pernacchia retrò al destino.

questo signore di cui parlo, composto nei modi, affabile, benvestito, è per me un fratello. lui mi chiama ancora caro amico ma è perchè gli piace l'understatement e come dargli torto. qualche batosta l'ha avuta pure lui e qualche gliel'ho inferta pure io con la mia sfuggevolezza.

quando leggo le cose che ho scritto lui c'è sempre, perchè per me l'amicizia ha la sua faccia.
questo post l'ho scritto perchè stavo leggendo un romanzo che ho scritto dieci anni fa e sul quale sto lavorando oramai da un decennio. l'ho corretto e ricorretto fino alla nausea e ogni volta è un piacere trovare questo mio amico tra le righe, dentro le righe.

io col passare degli anni sono diventato pudico e scrivere dei miei sentimenti è un casino, preferisco parlare di me inventando personaggi. è una via più tortuosa ma anche più suggestiva.
non voglio snocciolare ricordi, aneddoti, voglio solo dire che sono fortunato perchè spero di accumularne altri.

niente di più ma neppure niente di meno.